È iniziato ieri, 15 marzo 2023, alle ore 14, al Palacongressi di Rimini, il congresso nazionale della Cgil che terminerà sabato 18 marzo. Titolo scelto per questa diciannovesima assise è 'Il lavoro crea il futuro'.
L'iter congressuale, iniziato lo scorso 30 settembre, ha visto lo svolgimento di oltre 45mila congressi, tra categorie territoriali, camere del lavoro, categorie regionali e nazionali. Un lungo percorso partecipato che ha portato all'elezione di 986 delegate e delegati che siederanno al Palacongressi di Rimini, in rappresentanza dei due documenti congressuali. Infatti, 962 delegati sono stati eletti con il primo documento 'Il lavoro crea il futuro' di cui fa parte anche il segretario Landini, mentre, i restanti 24 delegati sono stati eletti con il secondo documento 'Le radici del sindacato'. Sono circa cinque milioni i lavoratori e pensionati iscritti alla CGIL.
I lavori 'tradizionali', nelle quattro giornate a Rimini, saranno affiancati a momenti di approfondimento su tanti temi. In primis lavoro e diritti, ma anche lotta alle disuguaglianze sociali, economia, ambiente, legalità, difesa della Costituzione, sport, pace, accoglienza, sanità. Per questo sono state invitate a partecipare e a dare il loro contributo all'importante discussione personalità del mondo sindacale, ma anche istituzionale, politico, dell'associazionismo laico e cattolico, del mondo accademico, di quello episcopale, non mancheranno personalità di rilevanza internazionale. Peccato che non ci sia anche la presenza di Sua Santità Francesco.
Tra gli invitati di mercoledì 15 marzo: Gianfranco Pagliarulo, presidente Anpi; Esther Lynch, segretaria generale Ces; Luigi Sbarra e Pier Paolo Bombardieri, segretari generali di Cisl e Uil; Antonio Lisboa, vicepresidente Csi; Oliver Ropke, presidente gruppo lavoratori Cese; Gilbert F. Houngbo, direttore generale Oil; Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale; don Luigi Ciotti, presidente di Libera.
Giovedì 16 marzo parteciperanno, tra gli altri: Yolanda Dìaz, seconda vicepresidente della Spagna e ministra del lavoro e dell'economia sociale; in un talk moderato dalla giornalista Lucia Annunziata, parteciperanno Carlo Calenda, Azione; Giuseppe Conte, M5S, Nicola Fratoianni, Sinistra Italiana, Elly Schlein, Pd.
Tra gli interventi della penultima giornata, venerdì 17 marzo, quello del presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni e le interviste ad Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant'Egidio, Linda Laura Sabbadini, direttrice Istat ed al cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente Cei.
Per sabato 18 marzo, giornata di chiusura, è previsto un collegamento con la famiglia Regeni.
Spazio ai temi internazionali, arriveranno a Rimini 120 ospiti stranieri provenienti da oltre 50 Paesi. Le delegazioni sindacali straniere rappresenteranno 63 organizzazioni e 14 federazioni europee e mondiali.
In prima fila ci sono anche due ex segretari del sindacato, Susanna Camusso e Giorgio Cofferati, che si confrontano continuamente. Quello attuale, Maurizio Landini, dialoga spesso con i colleghi Bombardieri (Uil) e Sbarra (Cisl). Alle sue spalle siede Fausto Bertinotti, mentre una fila indietro c'è anche Massimo D'Alema. Davanti a tutti c'è Roberto Speranza, e, Stefano Bonaccini, appena entrato in sala, corre a salutarlo e ad abbracciarlo.
Poi arriva Pierluigi Bersani e si siede al suo fianco. Il ministro Renato Brunetta, tra strette di mano e uno sguardo allo smartphone, ascolta con attenzione le analisi di chi è chiamato a parlare dal palco.
Viene letto un messaggio di Sergio Mattarella. Il presidente della Repubblica invoca "una coesione centrata sui valori costituzionali, a partire da quello della pace". Parla il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, poi tocca al governatore, Stefano Bonaccini, che non risparmia stoccate al governo su diversi temi, a partire dalle tasse, e riceve applausi. Qualche applauso, più timido, lo riceve anche Anna Rossomando, vicepresidente del Senato. L'attenzione è tutta per la relazione di Landini: "Meloni? L'abbiamo invitata perché è il momento delle risposte ai bisogni delle persone".
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato il seguente messaggio:
"Desidero rivolgere un saluto cordiale alle delegate e ai delegati riuniti a Rimini per celebrare il XIX congresso della Confederazione Generale Italiana del Lavoro.
Sul lavoro si fonda la Repubblica. Il rilancio del lavoro, con la crescita dell'occupazione, in termini di opportunità diffuse e di valore sociale riconosciuto, è, giustamente, lo strumento per creare un futuro di equità, di giustizia, di sviluppo sostenibile.
Serve una riflessione approfondita. Il confronto congressuale del vostro sindacato, con l'avvenuta larga partecipazione di base e delle categorie, sarà di ausilio per affrontare i mutamenti e i punti di crisi di fronte ai quali si trovano la società italiana ed europea, l'intero contesto globale, con le trasformazioni nelle strutture produttive, nell'equilibrio del welfare, per rendere effettivi i diritti e, dunque, la qualità stessa della vita di ogni persona.
Il sindacato, insieme alle altre espressioni dell'autonomia sociale, ha un ruolo autorevole nel concorrere a progettare e ad accompagnare il Paese alle innovazioni necessarie.
Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, nato da una svolta nelle politiche europee, a lungo sollecitata anche dalle organizzazioni sindacali, costituisce per la crescita un'occasione imperdibile, affidata ora alla responsabilità di tutte le parti, politiche, istituzionali, economiche, sociali. Occorrono partecipazione e unità nell'impegno.
Partecipazione perché l'impegno di tutti è essenziale per la coesione. Una coesione centrata sui valori costituzionali, a partire da quello della pace, così pesantemente messo in discussione dalla aggressione della Federazione Russa alla libertà e indipendenza dell'Ucraina.
Il sindacato dei lavoratori è presidio di questi valori. Le sue azioni, le sue lotte, hanno segnato il progresso dell'Italia sin dall'esordio agli albori del '900, caratterizzandosi per l'impegno contro ogni disuguaglianza, di genere, territoriale, generazionale, per la dignità di ogni lavoratore, per la giustizia sociale.
Il lavoro è strettamente legato alla causa della democrazia, alla pace, alla libertà delle persone e delle comunità. Potenziarne la dignità e radicarlo nel contesto di trasformazioni così veloci è attestazione di fedeltà alla Costituzione.
L'augurio è che abbiate a continuare a contribuirvi".
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aprendo a Rimini il XIX Congresso nazionale del sindacato, ha detto:
"Come dice l'appello delle tantissime associazioni che hanno manifestato sabato scorso a Steccato di Cutro, bisogna 'Fermare la strage, subito!". Con questa frase il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha proposto: "Di osservare un minuto di silenzio e di indossare in segno di lutto, di fraternità e di lotta per tutti i giorni del nostro congresso la fascetta bianca. Quelle morti, quel naufragio a un passo dalla nostra costa, tanti bambini, e come sempre giovani donne e giovani uomini, non sono stati un incidente imprevedibile, ma l'ultima di una lunghissima serie di tragedie che si dovevano e potevano evitare".
Un momento del XIX congresso della Cgil
Poi Landini prosegue: "Noi rispettiamo l'esito del voto che affida alla destra il governo del Paese e rivendichiamo il diritto ad un confronto preventivo e vero sulle riforme. Ma questo non sta avvenendo: così non va bene e non intendiamo stare a guardare. Dopo la manovra e le vecchie ricette, si sono svolti alcuni incontri finti su sicurezza, pensioni e scuola lavoro, senza risultato. Nell'incontro di ieri sul fisco si è registrato l'ennesimo strappo con il mondo che rappresentiamo, il sindacato confederale non è una lobby corporativa. Non siamo d'accordo né sulla riduzione delle aliquote perché va a favorire i redditi più alti, né sulla flat tax che è fuori dalla progressività prevista dalla Costituzione. Non è prevista la riduzione di 5 punti del cuneo per una vera crescita dei salari, né la restituzione del fiscal drag per la tutela dall'inflazione. Il governo ritiri la delega fiscale per avviare un confronto di merito, perché non è più accettabile che le entrate fiscali si reggano di fatto sul lavoro dipendente e pensionati".
Il segretario generale Cgil ha poi rivolto un appello ai segretari di Cisl e Uil presenti in platea: "Caro Luigi e caro Pierpaolo, è il momento di mobilitarci. Facciamolo insieme. Organizziamo nei prossimi giorni una campagna straordinaria di assemblee nei luoghi di lavoro e sul territorio per sostenere le nostre proposte su fisco, sanità, previdenza, salario, politiche industriali e ambientali, superamento della precarietà, coinvolgendo categorie e strutture e decidiamo insieme un programma di iniziative necessarie senza escludere nessuno strumento. Abbiamo invitato il governo a prendere la parola al congresso nella persona del presidente del Consiglio, i segretari delle forze politiche dell'opposizione e tante personalità e soggetti sociali che ringraziamo per aver accolto il nostro invito non per galateo istituzionale, ma perché è il momento delle risposte ai bisogni delle persone, che per vivere devono lavorare e perché rivendichiamo che le riforme devono essere condivise e fatte con il mondo del lavoro e non contro o sulle spalle del mondo del lavoro".
Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, dal palco del congresso, ha sottolineato: "Noi non siamo un sindacato di opposizione o di governo. Noi siamo un sindacato di progetto come ci ha insegnato Trentin, autonomo, democratico, pluralista, che si confronta alla pari con qualsiasi soggetto organizzato e che basa programmi e azioni sui principi e sui valori dettati dalla Costituzione".
Questa è stata la risposta indirizzata a Eliana Como, leader del documento congressuale di minoranza, che ha dichiarato: "Lasceremo la sala quando parla Meloni".
Al XIX congresso della Cgil, finora non c'è stato nessun ricordo di Bruno Buozzi e nessun ricordo di Guglielmo Epifani, due socialisti che hanno guidato la CGIL in momenti storici profondamente diversi. Nessun invito è pervenuto al Partito Socialista Italiano come se non esistesse. Eppure, l'apporto del Partito Socialista che fondò la CGIL, e di tanti socialisti, da Filippo Turati a Giacomo Brodolini, da Riccardo Lombardi a Tristano Codignola, da Giacomo Matteotti ai fratelli Rosselli, e numerosi altri tra cui si notano Nenni, De Martino, Mancini, Landolfi e Craxi, è stato fondamentale per la conquista dei diritti dei lavoratori e per la loro dignitosa emancipazione sociale. Una storia che non può essere ignorata se si vogliono affrontare seriamente i problemi di oggi presenti nel mondo del lavoro, guardando al futuro.

