«Mi è arrivata la richiesta di Repubblica di parlare di Ustica. Mi stava dentro. Avevo avuto contatti recenti con il Comitato delle famiglie, con Daria Bonfietti in particolare. Avevo cominciato a pensare che questa ricerca a cui queste famiglie non rinunciano sta per arrivare a un tempo in cui diventa irrealizzabile, perché si muore. Ecco il peso della mia età... Purgatori, con il quale io avevo tanto lavorato, se ne era appena andato. Una voce importantissima per discutere delle possibili verità di Ustica se ne era andata. Altri che hanno vissuto la vicenda, che hanno la mia età, se ne possono andare. Chi ha guidato quegli aerei, al quale potrebbe oggi, a distanza di oltre quarant’anni, venire in mente: “Prima di morire lo voglio dire che ero io alla cloche di quell’aereo che quella sera del 27 giugno era tra gli altri a ronzare intorno al DC9”. È capitato, è capitato in altre vicende...» - Giuliano Amato


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