NON INVIATEMI PIÙ LA VS. POSTA
21, SepPER IL SEGUENTE MOTIVO:
1) sono stato di persona il giorno 03 gennaio di quest'anno al Ristorante Cooperativo in Zurigo, dove il personale in servizio mi ha fatto aspettare il prof. Andrea Ermano (Presidente Società cooperativa italiana di Zurigo) che stava per arrivare, ma dopo più di un'ora mi viene detto che il prof. non sarebbe più venuto perché il giorno dopo doveva partire per l'Italia.
Al mio ritorno in Italia gli ho scritto il giorno 23 gennaio all'indirizzo team@cooperativo.ch nella speranza di poter rintracciare, attraverso documenti/informazioni appartenenti alla storia della Società Cooperativa e del Ristorante Cooperativo, eventuali notizie della famiglia di mio nonno (mio padre è nato a Zurigo) che ha vissuto e lavorato a Zurigo 1904 fino al 1914: ero speranzoso in un esito positivo in quanto la famiglia di mio nonno era originaria di Rimini e «La "Società cooperativa" fu fondata nel 1905 da un gruppo di emigrati provenienti nella massima parte dalla Romagna e stabilitisi a Zurigo», come riportato testualmente dal libro di Franca Magnani dal titolo "Una famiglia italiana", editore Feltrinelli 2002, pagina 57; nello stesso tempo facevo anche una sintesi della vita di mio padre: antifascista perseguitato e espatriato, volontario nella guerra di Spagna, internato in Francia, confinato a Ventotene e partigiano sull'Appennino tosco-emiliano;
2) Ho scritto di nuovo al prof. Andrea Ermano all'indirizzo team@cooperativo.ch il 18 febbraio per avere un riscontro della ricezione della mia e-mail; risultati: NON HO MAI AVUTO RISPOSTE AD OGGI (…)
Ma che belle parole pronunciate! Avete avuto l'occasione di testarle sulla mia persona e avete FALLITO COMPLETAMENTE!
CONCLUSIONE: Che dire? Non avrei mai immaginato di incontrare tanta spudorata tracotanza in chi si proclama socialista e antifascista, sfruttando la gloria del socialismo e dell'antifascismo per alimentare la propria ascesa sociale. Avete fatto rivoltare nella tomba mio nonno con tutti i figli, espatriati a causa del fascismo, ma chissà pure quanti altri lavoratori e antifascisti: una VERGOGNA!
Gilberto Donati
Premesso che la Sua collera ci pare ingiustificata e che qui non c'è il benché minimo indizio di mail precedenti, il direttore non La conosce e il recapito della nostra redazione è quello da Lei usato oggi red_adl@vtxmail.ch.
Sulla base di quel che scrive, riteniamo che Suo padre fosse Roberto Donati, nato a Zurigo nel 1905 (v. Data Spanish Civil War). È annoverato tra i dirigenti antifascisti emiliano-romagnoli attivi a Ravenna: «Liberato nell'agosto 1943, in seguito è partigiano, commissario politico nella 36.ma brigata Garibaldi Alessandro Bianconcini. Riconosciuto partigiano con il grado di sottotenente dal 26 luglio 1944 al 22 febbraio 1945», così nel Dizionario Biografico di Albertazzi, Arbizzani e Onofri.
Forse le informazioni che Lei cerca si possono reperire nei vari archivi cantonali o di Stato (in Svizzera, Italia, Francia o Spagna), oppure in fondi collegati alla storia del movimento operaio. Altro non siamo riusciti ad apprendere. Dopodiché provvederemo alla disiscrizione da Lei richiesta. Se cambierà idea, potrà comunque reiscriversi.
La red dell'ADL
