La presidente di Emergency Italia Rossella Miccio: “Invitiamo tutti, al di là delle appartenenze politiche, a partecipare alla manifestazione per la pace del 5 novembre” - Un’intervista di Davide Orecchio
Il 5 novembre in piazza per dare un futuro alla pace: “Abbiamo sentito con forza la necessità di tornare in piazza contro la guerra tra Russia e Ucraina”. Rossella Miccio, presidente di Emergency, una delle tante associazioni che hanno promosso la manifestazione per la pace del prossimo 5 novembre, parla con pacatezza ma senza nascondere un sentimento di allarme. Ed enumera le molte ragioni che riporteranno sulle strade di Roma il movimento che si raccoglie attorno alla rete di Europe for peace: “L'escalation delle ultime settimane, la minaccia di ricorrere alle armi nucleari, l’allargamento ad altri Paesi del conflitto, il fatto che sono passati nove mesi e nulla è cambiato, nulla è migliorato. Al contrario, la strategia adottata finora da Usa ed Europa, impegnate quasi esclusivamente nel supporto finanziario e nell’invio di armi all'Ucraina, oltre che nell’aiuto ai profughi, non ha reso il conflitto meno duro o meno breve. Non si vedono proposte all'orizzonte. Dunque è importante far sentire la voce delle tantissime persone che, nel nostro Paese, chiedono una svolta”.
Quanto è concreto il rischio di un'escalation nucleare?
Rossella Miccio: Già mesi fa gli scienziati del Bulletin of atomic scientist avevano posto a soli 100 secondi la distanza dalla “mezzanotte nucleare”. Adesso, vista la drammatica incapacità della politica mondiale di gestire la crisi, il rischio è diventato enorme. Non dimentichiamo che nell’area di quel conflitto c'è anche la centrale nucleare più grande d’Europa. Un qualsiasi errore bellico che la colpisse avrebbe conseguenze devastanti.
Insomma è una guerra mossa da apprendisti stregoni?
Rossella Miccio: L’aveva già spiegato Albert Einstein nel lontano 1932: la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire. Se prendi la via delle armi, sei destinato a perdere il controllo di quanto hai scatenato. Ripeto: siamo delusi dal fatto che gli unici impegni presi fino ad ora siano stati di carattere militare, per l’Italia e per l’Europa, al di là dell'accoglienza offerta ai profughi ucraini.
