Il governo stanzia fondi per il collegamento sullo Stretto di Messina, ma i lavori in corso in Sicilia non introdurranno l'alta velocità ferroviaria. L'isola resta a un binario morto

Si torna a parlare di Ponte sullo Stretto. E stavolta il governo Meloni apre anche il portafogli. Sebbene non si conosca ancora il progetto definitivo, l'iter non sia concluso, né sia stato chiarito l'importo dell’eventuale contributo dell’Unione europea, è già saltato fuori un emendamento firmato da Lega e Forza Italia che stanzia ben 7 milioni di euro per la campagna di comunicazione. Poco dopo, in commissione trasporti è approdato un altro emendamento della Lega, che aumenta di 4 miliardi e mezzo il corrispettivo per il consorzio Eurolink, vincitore della gara voluta da Berlusconi nel 2010. L'investimento complessivo arriverà così a ben 15,5 miliardi.

Un binario morto La Sicilia, intanto, resta a guardare e si fa i conti in tasca. Perché, con o senza ponte, resterà una terra nella quale viaggiare è davvero molto difficile. L'isola non ha l’alta velocità ferroviaria e non l’avrà nemmeno quando si concluderanno i lavori in corso nei maxi-cantieri da oltre 11 miliardi di euro. Ad esempio, un tratto di quasi 90 chilometri sulla linea Messina-Palermo è oggi a binario unico. L'adeguamento permetterà una maggiore velocità, ma che non potrà comunque essere definita “alta”. Secondo i parametri europei, infatti, servono almeno punte di 300-350 all'ora mentre la linea siciliana non arriverà a superare i 200.

Un altro esempio riguarda l’ultimo cantiere inaugurato da Webuild, il colosso delle costruzioni in prima fila anche per il Ponte: il raddoppio della linea Giampilieri-Fiumefreddo sulla Messina-Catania. Secondo il progetto definitivo di Italferr, il braccio operativo di Ferrovie dello Stato, “a regime la nuova linea avrà una velocità di tracciato di 160 km/h, a eccezione dei due tratti di allaccio alla linea attuale sia in prossimità di Fiumefreddo sia in prossimità di Giampilieri, rispettivamente pari a 125 km/h e 140 km/h”. Ancora una volta, non abbastanza.

Sempre dal progetto definitivo viene fuori pure un altro dato: il cosiddetto “modulo di stazione”, cioè la lunghezza massima che un treno può raggiungere in relazione alla capacità dei binari di incrocio e precedenza, non sarà sufficientemente lungo. Il modulo per i treni merci su questa tratta diventerà di 600 metri mentre, l'’obiettivo dell’Unione europea è quello di raggiungere i 1.500 metri entro il 2030. Anche a lavori conclusi, quindi, il trasporto merci su treno non sarà comunque competitivo. Di conseguenza, pure la definizione “alta capacità”, che tecnicamente dovrebbe essere utilizzata in caso di trasporto congiunto merci-passeggeri, non sarà raggiunta.

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